Un lungo lavoro preparatorio che premia: arriva il patteggiamento

Non è stata una semplice attività di difesa nel senso di contestazione delle ipotesi accusatorie, ma un lavoro complesso ed esteso su più fronti, quello portato avanti dagli avvocati Pasquale Longobucco e Carmelo Marcello, componenti della rete professionale Lpteam, per quanto riguarda l’aspetto più specificatamente penale, e dai colleghi Alessandra Palma, che ha seguito il filone relativo alla responsabilità amministrativa dell’ente, pure contestata dalla Procura, e Stefano Tonozzi, che ha tenuto i contatti sia con la compagnia assicuratrice che con i danneggiati.

Un impegno, quest’ultimo, particolarmente difficile e articolato, ma determinante nel suo esito, poiché la decisione, alla fine, di risarcire, è stata cruciale per consentire di chiudere la vicenda con un patteggiamento a una pena di un anno, con sospensione e non menzione. Tra le attenuanti riconosciute dal giudice, infatti, oltre alle generiche figura anche l’avvenuto risarcimento del danno.

Il caso è quello che, nel luglio del 2019, scosse il Ferrarese. La morte di un 13enne, avvenuta in un agriturismo del Ferrarese. Il ragazzo, tuffatosi in un laghetto, non riemerse, forse impigliato nella vegetazione del fondale. Riportato a riva dai soccorritori, si spense alcune ore più tardi.

Per quella tragedia, la Procura della Repubblica di Ferrara aveva indagato il titolare dell’agriturismo. Anche sulla base di una complessa consulenza per ricostruire lo stato dei luoghi e approfondire la dinamica e le cause dell’accaduto. Al momento della chiusura dell’indagine, appunto, la Procura aveva contestato al legale rappresentante della società titolare dell’agriturismo non solo l’omicidio colposo, ma anche, sulla base delle legge 231 del 2001, la responsabilità amministrativa della società.

Il lavoro della difesa del titolare ha avuto come finalità anche quella di arrivare di fronte al giudice nella migliore condizione possibile, per chiedere e ottenere un patteggiamento, come in effetti accaduto. Importante è stato fare in modo che il risarcimento intervenisse prima dell’ultima udienza. Non solo: è stato anche evidenziato come il titolare, dopo quel dolorosissimo episodio, abbia apportato importanti migliorie, dedicando la massima attenzione alla sicurezza. Infine, lo stesso titolare ha anche aggiunto una somma in proprio al risarcimento già versato dalla compagnia assicurativa.

Tutti elementi che hanno consentito di chiudere questa triste vicenda con un patteggiamento a un anno, con sospensione e non menzione, al quale si aggiunge un pagamento di 14.954 euro la legge 231 del 2001.

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