Travolta e uccisa a 13 anni dall’ambulanza, conducente condannato: “Il principio della prudenza vale anche per le emergenze”

Sono state depositate le motivazioni della sentenza con la quale il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Ferrara ha condannato a un anno, pena sospesa e non menzione, il conducente dell’ambulanza che, lo scorso 8 aprile 2017, a Ferrara, travolse, all’incrocio tra via Ugo Bassi e corso Giovecca, Anna Fabbri, 13 anni, che stava andando a scuola in bici. La ragazzina morì alcune ore dopo, in ospedale, nonostante tutto il prodigarsi dei medici, che nulla poterono a fronte dei gravissimi traumi riportati.

Un processo delicato e doloroso, nel corso del quale la famiglia di Anna è stata seguita, come legale di parte civile, dall’avvocato Carmelo Marcello di Ferrara, componente della rete professionale Lpteam. Le motivazioni fissano alcuni punti importanti, come evidenzia l’avvocato Marcello. “La sentenza – spiega – costituisce un vero e proprio monito per quanti svolgono servizi di emergenza e urgenza, ribadendo come resti fermo il dovere di procedere con la massima prudenza, in particolare quando si attraversano strade cittadine, con la presenza di utenti deboli, come appunto i ciclisti”.

I principi fissati dal giudice Carlo Negri, infatti, spiegano come la presenza delle sirene e dei lampeggianti possa sì consentire di derogare ad alcune delle norme riportate dal Codice della strada, ma come, al contrario, non possa mai derogare al principio secondo il quale deve essere mantenuto massimo il livello di concentrazione e di prudenza di quanti conducono un veicolo”.

Per le motivazioni della sentenza, clicca qui.

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